La Dulong Valley nello Yunnan, Cina, lussureggiante foresta pluviale ai confini con il Myanmar
La Dulong Valley, al confine tra Cina e Myanmar, è stata per secoli una delle valli più inaccessibili dello Yunnan. Rimasta isolata fino al 2014, ospita il popolo Dulong, custode di una cultura unica a rischio di omologazione tra turismo e modernità. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO
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Una valle al margine del mondo conosciuto
La Dulong Valley, conosciuta in cinese come Dulongjiang Xiang, si trova nell'estremo nord-ovest della provincia dello Yunnan, nella prefettura autonoma di Nujiang. Circondata da vette che superano i 4.000 metri della catena del Gaoligong Shan, la valle è percorsa dal fiume Dulong, che scorre verso il Myanmar dove si unisce all'Irrawaddy. Per secoli l'accesso era possibile solo attraverso sentieri impervi percorribili a piedi o con i muli, transitabili solo nei mesi estivi quando le nevi si scioglievano sui valichi di montagna. Da novembre ad aprile la valle veniva completamente sigillata dalla neve, rendendo i suoi abitanti inaccessibili e autosufficienti in tutto. Fu definita dagli esploratori cinesi ed europei del XIX e XX secolo come una delle ultime terre incognite della Cina. Ancora negli anni Novanta del Novecento non era raggiungibile con veicoli a motore.
Il popolo Dulong: cultura e identità ai margini della storia
La valle prende il nome dal popolo Dulong (anche scritto Drung o Trung), uno dei 56 gruppi etnici riconosciuti ufficialmente dalla Repubblica Popolare Cinese. Con una popolazione totale inferiore alle 7.000 persone, i Dulong sono tra i gruppi etnici più piccoli della Cina. La loro lingua appartiene alla famiglia tibeto-birmana ed è priva di scrittura tradizionale. I Dulong vivevano tradizionalmente in piccoli villaggi di case in bambù e legno, praticando un'economia di sussistenza basata su caccia, pesca, raccolta e un'agricoltura itinerante. Uno degli elementi culturali più iconici e oggi quasi scomparsi sono i tatuaggi facciali delle donne Dulong: praticati a partire dalla pubertà, questi disegni geometrici sulle guance e sul mento erano un simbolo di identità etnica e, secondo la tradizione orale, servivano a scoraggiare i rapimenti da parte di popolazioni rivali. L'ultima generazione di donne con i tatuaggi facciali è quella nata prima degli anni Sessanta del Novecento.
Il tunnel del 2014: la fine dell'isolamento
Il punto di svolta per la Dulong Valley arrivò nel 2014, quando il governo cinese completò un tunnel stradale di 6,4 chilometri attraverso le montagne del Gaoligong Shan, consentendo per la prima volta l'accesso alla valle tutto l'anno. Prima del tunnel, una strada sterrata era stata aperta negli anni Novanta ma rimaneva impraticabile per quasi sei mesi l'anno a causa della neve. Il tunnel, costato centinaia di milioni di yuan, fu presentato dal governo come un atto di sviluppo e inclusione per una comunità rimasta ai margini della modernità cinese. Con la nuova accessibilità arrivarono elettricità stabile, connessione internet, scuole attrezzate e strutture sanitarie. Arrivarono anche i turisti: la Dulong Valley è diventata una meta di turismo avventuroso e culturale, con visitatori attratti dalla biodiversità della foresta pluviale temperata e dall'autenticità della cultura Dulong. Il governo locale ha imposto un limite giornaliero di accessi per proteggere sia l'ambiente che la comunità.
Biodiversità straordinaria in una foresta verticale
La Dulong Valley è una delle aree di maggiore biodiversità in tutta l'Asia orientale. La foresta pluviale temperata che riveste le pareti della valle ospita oltre 4.000 specie vegetali documentate, tra cui centinaia di orchidee selvatiche, rododendri giganti e alberi di canfora pluricentenari. La fauna è altrettanto ricca: il takin, un bovide dalla testa massiccia considerato l'animale nazionale del Bhutan, vive nelle zone alte della valle. Il leopardo delle nevi frequenta le quote superiori ai 3.500 metri, mentre nelle zone più basse vivono il gibbone di Hoolock orientale, una scimmia classificata come specie in pericolo. L'intero sistema del Gaoligong Shan è stato incluso dall'UNESCO tra le riserve della biosfera mondiali. La gestione del territorio è affidata a un accordo tra il governo provinciale dello Yunnan e le autorità locali Dulong, con l'obiettivo di bilanciare sviluppo e conservazione.
Il fragile equilibrio tra tradizione e modernità
L'apertura della Dulong Valley al turismo e alla modernità ha prodotto effetti contraddittori. Da un lato ha migliorato concretamente le condizioni di vita dei Dulong: l'accesso alle cure mediche ha ridotto la mortalità infantile, le scuole hanno aumentato il tasso di alfabetizzazione e i giovani hanno accesso a opportunità lavorative prima impensabili. Dall'altro, l'omologazione culturale accelerata è una minaccia reale: i giovani Dulong parlano sempre più il mandarino come prima lingua, le case tradizionali in legno vengono sostituite da costruzioni in cemento, le pratiche rituali tradizionali si perdono. Il governo cinese ha cercato di compensare istituendo musei della cultura Dulong e promuovendo il turismo culturale come fonte di reddito per la comunità. Tuttavia il rischio che entro una generazione l'identità distintiva dei Dulong si dissolva nell'immenso mare della cultura han cinese rimane una preoccupazione concreta per gli antropologi e gli osservatori internazionali.
La Dulong Valley è uno specchio in cui si riflette una delle grandi tensioni del mondo contemporaneo: il diritto allo sviluppo e alla modernità da un lato, la necessità di preservare la diversità culturale e biologica dall'altro. Non esiste una risposta semplice. Ciò che è certo è che luoghi come la Dulong Valley ci ricordano quanto sia fragile e preziosa la varietà delle forme di vita umana sul nostro pianeta.