Il monastero di Phugtal costruito nelle pareti di roccia della Padum Valley nella regione dello Zanskar himalayano indiano
La Padum Valley, nello Zanskar himalayano indiano, è rimasta per decenni tra i luoghi più inaccessibili della Terra. Solo in inverno raggiungibile percorrendo il Chadar Trek sul fiume congelato, questo isolamento ha preservato una cultura buddista tibetana intatta, con monasteri come Phugtal scavati nelle pareti di roccia.LEGGI TUTTO L'ARTICOLO
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Una valle prigioniera delle montagne
La Padum Valley, capoluogo della regione dello Zanskar nel Ladakh indiano, è racchiusa da catene montuose che superano i 5.000 e i 6.000 metri in tutte le direzioni. Questa orografia non è solo un dato geografico: per gran parte della storia moderna, ha significato un isolamento quasi totale per i circa 12.000 abitanti della valle. L'unico accesso stradale era una pista di alta quota praticabile soltanto tra giugno e settembre, quando i passi erano liberi dalla neve. Per nove mesi all'anno, la valle era tagliata fuori da qualsiasi collegamento con il resto dell'India.
In questo isolamento invernale si inserisce una delle esperienze di viaggio più straordinarie al mondo: il Chadar Trek. Quando le temperature scendono a meno 20 o meno 30 gradi Celsius, il fiume Zanskar — normalmente un torrente impetuoso incastrato in un canyon di roccia inaccessibile — si congela completamente, formando un lastra di ghiaccio che per secoli ha rappresentato l'unica via di comunicazione invernale tra Padum e la valle del Ladakh. I locali percorrevano questa via in una settimana di marcia sul ghiaccio, trasportando merci su slitte o spalle, affrontando temperature e terreno che pochi esseri umani al mondo avrebbero considerato transitabili.
Phugtal e la cultura buddista tibetana dello Zanskar
L'isolamento secolare della Padum Valley ha avuto una conseguenza culturale straordinaria: la conservazione quasi intatta di una cultura buddista tibetana che nelle regioni circostanti è stata profondamente alterata o erasa dalla modernizzazione. I monasteri dello Zanskar — Karsha, Stongdey, Phugtal — conservano testi sacri, pratiche rituali e tradizioni artistiche di rara autenticità.
Il monastero di Phugtal è forse il più spettacolare. Costruito in parte all'interno di una caverna naturale nella parete di una scogliera a picco sul fiume, con edifici color ocra che emergono direttamente dalla roccia, Phugtal è abitato ininterrottamente da monaci buddisti dal XII secolo. Non esiste strada per arrivarci: l'unico accesso è un sentiero a piedi che percorre il fianco della montagna. Questa inaccessibilità fisica ha protetto il monastero dalla distruzione, rendendolo uno dei luoghi spirituali più integri dell'intero Himalaya.
I nuovi tunnel e la sfida della conservazione
Negli ultimi anni, il governo indiano ha investito significativamente nelle infrastrutture dello Zanskar, costruendo nuovi tunnel che rendono Padum accessibile per buona parte dell'anno. Questo cambiamento, accolto con sollievo dalla popolazione locale per ragioni pratiche, porta con sé sfide culturali e ambientali urgenti. L'apertura di una regione così isolata implica inevitabilmente l'accelerazione di dinamiche di omologazione culturale, l'aumento del turismo di massa, la pressione sugli ecosistemi alpini fragili e la messa in discussione delle pratiche economiche tradizionali che lo Zanskar ha sviluppato nei secoli.
La Padum Valley è uno specchio del dilemma che affronta ogni angolo ancora remoto del pianeta nell'era della connettività globale: l'accesso porta sviluppo e diritti, ma può anche erodere ciò che l'isolamento, pur con tutto il suo peso, aveva inconsapevolmente protetto. La vera sfida non è scegliere tra modernità e tradizione, ma costruire un futuro in cui lo Zanskar possa aprirsi al mondo senza smarrire se stesso.