La sonda Voyager 1 nel suo viaggio verso l'infinito
Lanciata nel 1977, la Voyager 1 rappresenta il manufatto umano più distante dalla Terra. Nonostante i guasti e la distanza inimmaginabile di oltre 24 miliardi di chilometri, continua a inviare dati preziosi. È la nostra bottiglia gettata nel grande oceano cosmico, un messaggio destinato a viaggiare per sempre tra le stelle. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO
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Un computer con la memoria di una chiave d'auto
I sistemi di bordo della Voyager 1 funzionano con appena 68 kilobyte di memoria, meno di quanto serve per aprire una singola foto moderna. I tre computer di bordo furono progettati con la tecnologia degli anni settanta, quando i transistor erano grandi quanto unghie e i circuiti integrati erano ancora una novità. Eppure questo dinosauro tecnologico continua a operare nel vuoto interstellare, superando ogni aspettativa degli ingegneri che lo costruirono.
La NASA riesce ancora a riparare la sonda a distanza, riscrivendo il codice sorgente con una latenza di comunicazione di 22 ore e mezza per ogni comando inviato. Nel 2023, quando il sistema di orientamento ha iniziato a inviare dati corrotti, gli ingegneri hanno lavorato per mesi su simulatori identici conservati nei laboratori del Jet Propulsion Laboratory, ricreando il problema e testando soluzioni prima di rischiare qualunque intervento.
Il disco d'oro dell'umanità
A bordo della Voyager viaggia il Golden Record, un disco placcato in oro contenente suoni e immagini selezionati per rappresentare la diversità della vita sulla Terra. Include saluti in 55 lingue, brani musicali che spaziano da Bach a Chuck Berry, rumori della natura come il canto delle balene e il pianto di un neonato. C'è persino il messaggio del presidente Jimmy Carter: "Questo è un regalo da un piccolo mondo distante, un gesto di buona volontà".
Il disco fu concepito da Carl Sagan e il suo team come una capsula del tempo cosmica. Include anche 115 immagini codificate che mostrano diagrammi scientifici, paesaggi terrestri e scene di vita quotidiana. Le istruzioni per decodificare il contenuto sono incise sulla superficie del disco stesso, scritte in un linguaggio universale basato sulla fisica e sulla matematica.
Il viaggio verso l'eternità
Le batterie al plutonio-238 della Voyager si stanno lentamente esaurendo, perdendo circa quattro watt di potenza ogni anno. Per conservare energia, la NASA ha spento progressivamente gli strumenti scientifici meno critici. Nel 2030 circa, la sonda non avrà più energia sufficiente per trasmettere e il silenzio radio diventerà definitivo.
Ma anche quando sarà muta, la Voyager continuerà il suo viaggio. Tra quarantamila anni passerà nelle vicinanze della stella Gliese 445, a 17,6 anni luce da noi. Tra 296 mila anni si avvicinerà a Sirio. E continuerà così per miliardi di anni, portando con sé il messaggio dell'umanità attraverso la galassia, molto tempo dopo che la nostra civiltà sarà polvere.
La Voyager 1 non è solo una sonda spaziale, è un monumento alla curiosità umana, un faro silenzioso che porterà la nostra firma tra le stelle molto tempo dopo che l'ultima luce si sarà spenta sulla Terra.