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Ħaġar Qim: il tempio dei solstizi maltesi
Di Alex (del 03/02/2026 @ 13:00:00, in Capolavori dell'Antichità, letto 22 volte)
Complesso megalitico di Ħaġar Qim con il megalite da cinquantasette tonnellate
Complesso megalitico di Ħaġar Qim con il megalite da cinquantasette tonnellate

Ħaġar Qim, sulla costa sud di Malta, ospita il megalite più pesante dell'isola: cinquantasette tonnellate di calcare corallino. Durante il solstizio d'estate, il sole illumina l'altare principale attraverso un'apertura ellittica con precisione astronomica millenaria. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

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Il megalite record e la tecnica costruttiva
Ħaġar Qim, il cui nome in maltese significa "pietre erette", è un complesso templare megalitico situato sulla sommità di una collina che domina la costa meridionale di Malta, con vista sul mare e sull'isolotto di Filfla. Costruito tra il tremilaseicento e il duemilacinquecento avanti Cristo, contemporaneamente ai templi di Gigantia, Ħaġar Qim si distingue per la presenza del megalite più pesante di tutto l'arcipelago maltese: un singolo blocco di calcare corallino Globigerina del peso stimato di cinquantasette tonnellate.

La presenza di questo blocco colossale solleva interrogativi affascinanti. Come una società neolitica, priva di ruote, animali da tiro, pulegge metalliche e leve complesse, riuscì a spostare e posizionare con precisione millimetrica un peso equivalente a quello di circa quaranta automobili moderne? Le teorie archeologiche convergono sull'uso di sfere di pietra calcarea come cuscinetti a rotolamento, tronchi di legno come rulli, e rampe di terra battuta costruite incrementalmente.

Esperimenti archeologici moderni hanno dimostrato che squadre di cinquanta-settanta persone, coordinate ritmicamente, potrebbero aver mosso gradualmente blocchi di questa massa usando corde di fibra vegetale intrecciate e leve di legno duro. La chiave era la pazienza: non spostamenti rapidi, ma progressioni di pochi centimetri al giorno, accumulate per settimane o mesi.

L'oracle hole: astronomia solare al solstizio
La caratteristica astronomica più spettacolare di Ħaġar Qim è la cosiddetta "oracle hole", un'apertura ellittica accuratamente sagomata praticata in un megalite interno del tempio. Durante il solstizio d'estate, precisamente all'alba del ventuno giugno, il primo raggio di sole nascente penetra attraverso questa apertura e illumina con precisione geometrica l'altare principale situato nella camera più interna del tempio.

Questo allineamento non è casuale. I costruttori neolitici avevano osservazioni astronomiche sufficientemente accurate per calcolare la posizione esatta del sole nascente al solstizio e orientare di conseguenza l'intera struttura templare. L'apertura ellittica non è un semplice foro: la sua forma è progettata per focalizzare la luce solare in un raggio concentrato, creando un effetto drammatico di illuminazione rituale che doveva essere parte centrale delle cerimonie religiose stagionali.

Questo fenomeno suggerisce che Ħaġar Qim funzionava come un calendario monumentale, segnando con precisione il momento del solstizio d'estate, evento cruciale per società agricole che dipendevano dalla sincronizzazione dei cicli di semina e raccolto con le stagioni solari.

Architettura adattativa e decorazione simbolica
A differenza di Gigantia, dove i megaliti esterni sono massicci e uniformi, Ħaġar Qim mostra una maggiore varietà architettonica. Alcune pareti sono costruite con blocchi colossali, altre con pietre più piccole disposte in filari regolari, tecnica nota come opus poligonale preistorico. Questa variabilità suggerisce che il tempio fu costruito in fasi successive, forse da gruppi comunitari diversi o durante periodi temporali estesi.

Le superfici di alcuni megaliti conservano decorazioni a spirali, cerchi concentrici e pattern puntinati ottenuti picchiettando la pietra con strumenti di selce dura. Questi simboli, presenti anche in altri siti megalitici europei come Newgrange in Irlanda, sembrano rappresentare elementi cosmologici: sole, luna, cicli stagionali, forse anche mappe stellari stilizzate. La loro presenza testimonia che i costruttori di Ħaġar Qim non erano semplici costruttori, ma avevano un sistema simbolico e religioso complesso che integrava osservazioni naturali con rappresentazioni astratte.

Conservazione e copertura protettiva moderna
Il calcare corallino maltese, sebbene relativamente facile da lavorare quando appena estratto, è poroso e suscettibile all'erosione causata da vento, pioggia e salinità marina. Nel duemilanovantanove, per proteggere il sito dal degrado accelerato, è stata costruita una grande tenda tensostrutturale che copre l'intero complesso di Ħaġar Qim e il vicino tempio di Mnajdra. Questa copertura contemporanea, visivamente controversa ma funzionalmente necessaria, ha ridotto significativamente l'erosione superficiale dei megaliti.

La decisione di coprire un sito archeologico a cielo aperto solleva questioni filosofiche: stiamo alterando l'esperienza autentica del tempio per preservarlo fisicamente? O stiamo garantendo che le generazioni future possano ancora vedere ciò che i costruttori neolitici crearono cinquemila anni fa? Ħaġar Qim diventa così non solo un monumento alla civiltà preistorica, ma anche un caso di studio contemporaneo su come bilanciare conservazione, autenticità e accessibilità pubblica.

Ħaġar Qim incarna la sintesi tra ingegneria monumentale, astronomia osservativa e ritualità religiosa caratteristica della civiltà megalitica maltese. Il tempio dimostra che migliaia di anni prima della scrittura, società complesse erano capaci di progettazione architettonica sofisticata, calcoli astronomici precisi e organizzazione sociale necessaria per mobilitare risorse umane su progetti generazionali che trascendevano la vita individuale.