La piramide di Meidum: un enigma archeologico nel deserto
Di Alex (del 13/01/2026 @ 23:00:00, in Tecnologia, letto 55 volte)
La Piramide di Meidum con il suo caratteristico profilo a torre dovuto al crollo parziale del rivestimento esterno
Nel deserto egiziano, a circa 100 chilometri a sud del Cairo, si trova uno dei monumenti più enigmatici dell'antico Egitto: la Piramide di Meidum. La sua forma insolita, simile a una torre che emerge da un cumulo di detriti, racconta la storia di un ambizioso progetto architettonico e di un crollo che ha rivelato segreti costruttivi rimasti nascosti per millenni. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO
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Una trasformazione architettonica audace
La Piramide di Meidum fu inizialmente costruita come piramide a gradoni durante il regno del faraone Huni, ultimo sovrano della III dinastia, intorno al 2600 a.C. Successivamente, il faraone Snefru decise di trasformarla nella prima piramide a facce lisce, riempiendo i gradoni e aggiungendo un rivestimento esterno di calcare bianco di Tura.
Questa trasformazione rappresentava un salto tecnologico ambizioso: passare da una struttura a gradoni, più stabile per sua natura, a una piramide vera con superfici lisce e continue. L'altezza finale raggiunta fu di circa 92 metri, con una base di 144 metri per lato e un angolo di inclinazione di circa 51 gradi.
Il crollo che svelò i segreti costruttivi
In un momento imprecisato della storia, probabilmente durante o poco dopo la costruzione, la piramide subì un crollo catastrofico del suo rivestimento esterno. Questa catastrofe, pur rappresentando un fallimento ingegneristico, si rivelò una benedizione per gli archeologi moderni, offrendo una visione senza precedenti delle tecniche costruttive egizie.
Il crollo mise in luce il nucleo interno della struttura, rivelando il sistema di stratificazione utilizzato. Gli egizi costruivano le piramidi attraverso strati inclinati verso l'interno, appoggiate a un nucleo centrale. Questa tecnica, visibile chiaramente a Meidum, mostra come i blocchi fossero disposti su piani inclinati di circa 75 gradi rispetto all'orizzontale.
Le lezioni di un fallimento
Il collasso parziale della Piramide di Meidum fornì lezioni cruciali agli ingegneri egizi. Il problema principale fu l'angolo troppo ripido combinato con la tecnica di stratificazione inclinata, che non offriva sufficiente supporto laterale. Inoltre, la conversione da piramide a gradoni a piramide liscia creò discontinuità strutturali che contribuirono all'instabilità.
Queste osservazioni portarono Snefru a modificare in corso d'opera l'angolo della sua successiva Piramide Romboide a Dahshur e, infine, a costruire la Piramide Rossa con un angolo più sicuro di 43 gradi. Ogni fallimento divenne un gradino verso la perfezione raggiunta con le piramidi di Giza.
Un patrimonio archeologico unico
Oggi la Piramide di Meidum offre ai visitatori un'esperienza unica. La possibilità di vedere il nucleo interno esposto permette di comprendere direttamente le tecniche costruttive antiche in un modo impossibile altrove. I detriti del crollo che circondano la struttura centrale forniscono ulteriori informazioni sui materiali e sui metodi utilizzati.
All'interno della piramide, le camere sepolcrali rimangono accessibili attraverso un passaggio discendente. Una caratteristica notevole è la camera funeraria con il suo soffitto a mensola, simile a quello che sarà perfezionato nella Grande Piramide di Cheope.
La Piramide di Meidum rappresenta molto più di un fallimento architettonico: è un documento prezioso che ha permesso agli studiosi di comprendere l'evoluzione delle tecniche costruttive egizie. Il suo crollo parziale, paradossalmente, l'ha resa uno dei monumenti più istruttivi dell'antico Egitto.