Bagnanti e stabilimenti balneari del litorale romano nell estate del 1928
Il rito della villeggiatura capitolina attraversa un secolo di trasformazioni sociali, urbanistiche e culturali. Dalle architetture monumentali di Ostia al rifugio aristocratico tra le pinete di Fregene, fino ai bagni termali sulfurei di Tivoli, scopriamo come i romani vivevano la stagione calda nel 1928 e come queste mete sono cambiate nel tempo. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO.
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Il richiamo del mare e la nascita del turismo balneare moderno
All'inizio del ventesimo secolo la concezione del tempo libero e della villeggiatura estiva subì una radicale metamorfosi in tutta Europa, e Roma non fece eccezione. Se nei secoli passati il soggiorno fuori porta era un privilegio riservato a ristrette cerchie nobiliari che si rifugiavano nei Castelli Romani per sfuggire all'aria insalubre della canicola, gli anni Venti del Novecento segnarono l'avvento della balneazione di massa e della cura del corpo all'aria aperta. Il sole e l'acqua marina, considerati fino a pochi decenni prima elementi ostili o riservati a terapie mediche specialistiche, divennero i simboli per eccellenza di benessere, vigore fisico e modernità. Nel Lazio questa rivoluzione si concentrò lungo la direttrice tirrenica e verso la pianura tiburtina, dando vita a tre diversi modelli di accoglienza estiva che avrebbero plasmato l'identità del territorio fino ai giorni nostri.
Ostia Lido e il sogno monumentale della città marina nel 1928
La storia di Ostia moderna affonda le radici nelle grandiose opere di bonifica intraprese a partire dal 1884 dai braccianti ravennati, che trasformarono una palude malarica in terreno salubre. La vera svolta avvenne nel 1924 con l'inaugurazione della ferrovia elettrica Roma-Lido, che collegava la stazione di Porta San Paolo al mare in poco più di mezz'ora. Nel 1928 Ostia, ribattezzata Lido di Roma, visse il suo momento di massimo fulgore architettonico e sociale. Il simbolo indiscusso di quell'epoca era il monumentale Stabilimento Roma, progettato dall'architetto Giovanni Battista Milani: una maestosa struttura su palafitte protesa sul mar Tirreno, dominata da un'imponente cupola centrale, ampie terrazze panoramiche, sale da ballo e file ordinate di cabine in legno laccato. Le immagini d'epoca dell'estate del 1928 mostrano migliaia di cittadini in eleganti costumi di lana scura, cuffie da bagno, ombrellini parasole e altalene sospese sul bagnasciuga. Sullo specchio d'acqua antistante si alternavano le evoluzioni degli idrovolanti della vicina stazione idroscalo, le prime imbarcazioni a remi e i bagnanti impegnati in partite di tennis o tuffi dai pontili.
Fregene e il fascino discreto della pineta monumentale
Poco più a nord, il borgo di Fregene conobbe una genesi profondamente differente, caratterizzata da un'atmosfera più riservata e aristocratica. Le origini dell'area risalgono alle antiche saline etrusche e romane, ma il tratto distintivo del paesaggio venne tracciato nel 1666 da papa Clemente Nono, appartenente alla nobile famiglia Rospigliosi, che fece piantare migliaia di pini marittimi per difendere le colture retrostanti dai venti salmastri. Con le prime bonifiche della tenuta di Maccarese negli anni Venti, Fregene si affermò come la meta d'elezione per l'alta borghesia, artisti, diplomatici e pionieri dell'automobilismo. Nel 1928 il lungomare e i viali interni offrivano uno spettacolo unico: lunghe file di automobili d'epoca parcheggiate all'ombra dei pini secolari, villini in stile eclettico e razionalista con ampi giardini fioriti, e chalet in legno direttamente posizionati sulla duna sabbiosa. Qui la vita da spiaggia si svolgeva all'insegna del relax contemplativo, tra amache stese nei patii delle ville, passeggiate in bicicletta lungo la battigia e bagni in un mare incontaminato e selvaggio.
Tivoli e le Acque Albule tra salute e svago popolare
Mentre le coste attiravano gli amanti della salsedine, la pianura alle pendici dei monti Tiburtini rappresentava il polo del termalismo classico grazie alle celebri Acque Albule. Conosciute fin dall'antichità e lodate da autori latini come Virgilio, Strabone e Plinio il Vecchio per le loro proprietà curative, queste sorgenti sulfuree sgorgano dai laghi Regina e Colonnelle a una temperatura costante di circa ventitré gradi centigradi. Durante l'epoca romana imperiale persino imperatori come Augusto e Adriano ne fecero uso abituale. Con l'apertura della tranvia a vapore e successivamente della linea ferroviaria a fine Ottocento, lo stabilimento termale progettato a Tivoli Terme divenne accessibile a un vasto pubblico. Nel 1928 la struttura offriva un connubio perfetto tra idroterapia e svago estivo: vasche all'aperto, cascate impetuose di acqua biancastra ricca di idrogeno solforato sotto le quali i bagnanti cercavano refrigerio e sollievo per la pelle, spogliatoi in muratura, trampolini di lancio e zone allestite per la ginnastica e il pic-nic sotto la chioma degli alberi.
Confronto storico e identità delle tre perle estive
Per comprendere appieno le diverse anime della stagione calda romana, è utile confrontare i fattori geografici, storici e sociali che hanno determinato lo sviluppo di ciascuna località.
Località
Origini storiche
Il punto di svolta del 1928
Evoluzione contemporanea
Ostia Lido
Porto commerciale dell'antica Roma e bonifica ottocentesca
Boom balneare, ferrovia elettrica, Stabilimento Roma e idroscalo
Grande polo urbano balneare e set cinematografico di Roma
Fregene
Saline etrusche e pineta seicentesca di papa Clemente Nono
Villini liberty nella pineta, rifugio chic per intellettuali e auto d'epoca
Capitale dell'aperitivo sul mare, ristorazione d'eccellenza e turismo verde
Tivoli Acque Albule
Terme imperiali celebrate da Virgilio e dall'imperatore Augusto
Stabilimento termale novecentesco, cascate sulfuree e turismo popolare
Polo termale e idroterapico all'avanguardia con piscine e centro benessere
Dalla Dolce Vita agli anni duemila: la trasformazione del litorale
Il secondo dopoguerra ha impresso una nuova accelerazione alla storia di questi luoghi. Ostia, duramente colpita dalle distruzioni belliche del 1944 che rasero al suolo lo Stabilimento Roma, si è rialzata trasformandosi in una vera e propria città satellite della capitale, con decine di stabilimenti moderni, il porto turistico e una solida vocazione cinematografica testimoniata dai capolavori di registi come Federico Fellini e Pier Paolo Pasolini. Fregene, negli anni Sessanta, è diventata l'epicentro della Dolce Vita balneare: attori, scrittori e registi hanno popolato i suoi ristoranti sul mare, trasformando il villaggio nella culla degli aperitivi al tramonto e della cucina di pesce di qualità, pur preservando il polmone verde della sua storica pineta. Le Terme delle Acque Albule di Tivoli si sono rinnovate profondamente, affiancando ai tradizionali percorsi curativi convenzionati con il sistema sanitario grandi parchi acquatici termali, saune e trattamenti estetici all'avanguardia capaci di attirare migliaia di visitatori ogni settimana.
Ripercorrere i fotogrammi e le memorie dell'estate del 1928 consente di comprendere come la ricerca del benessere, dell'aria aperta e della socialità rappresenti una costante intramontabile nella vita della capitale. Tra la brezza marina che soffia sulle spiagge di Ostia e Fregene e il vapore sulfureo delle piscine di Tivoli, queste tre mete continuano a raccontare l'evoluzione del costume, dell'architettura e del desiderio di evasione dei cittadini romani da oltre un secolo.