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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
Di Alex (del 20/11/2025 @ 11:00:00, in Tecnologia, letto 360 volte)
Busto di Archimede di Siracusa e le sue invenzioni
Considerato uno dei più grandi scienziati e matematici della storia, Archimede di Siracusa (287-212 a.C.) è il prototipo dell'inventore. Le sue scoperte spaziano dalla fisica all'ingegneria, e molte delle sue invenzioni sono ancora oggi alla base della meccanica moderna. ARTICOLO COMPLETO
Il Principio di Archimede: l'intuizione nella vasca
La sua scoperta più celebre è il "Principio di Archimede". La leggenda (riportata da Vitruvio) narra che il re Gerone II di Siracusa gli chiese di scoprire se una corona fosse d'oro puro o d'argento. Mentre si immergeva nella vasca da bagno, Archimede notò che l'acqua traboccava in misura pari al volume del suo corpo. Capì che poteva usare questo principio per misurare il volume (e quindi la densità) della corona. Corse fuori nudo gridando "Eureka!" ("Ho trovato!").
Questo principio stabilisce che:
- Un corpo immerso in un fluido riceve una spinta (spinta idrostatica) dal basso verso l'alto pari al peso del volume di fluido spostato.
Le Leve e le Macchine da Guerra
Archimede è famoso per la sua padronanza della meccanica e delle leve. A lui è attribuita la celebre frase: "Datemi un punto d'appoggio e solleverò il mondo". Non ha inventato la leva, ma ne ha formalizzato i principi matematici.
Tra le sue invenzioni meccaniche più note ci sono:
- La Vite di Archimede (Coclea): Un dispositivo a spirale ancora oggi utilizzato per sollevare l'acqua, i liquidi o persino i cereali.
- Macchine da Guerra: Durante l'assedio romano di Siracusa, progettò macchine per difendere la città, tra cui potenti catapulte e la "manus ferrea", un artiglio meccanico per ribaltare le navi nemiche.
- Gli Specchi Ustori: La leggenda (probabilmente apocrifa) narra che usò specchi per concentrare la luce solare e incendiare le navi romane.
Archimede morì durante il sacco di Siracusa, ucciso da un soldato romano nonostante l'ordine di salvarlo. La sua eredità non è solo nelle sue macchine, ma nell'aver applicato per primo il rigore matematico ai problemi della fisica e dell'ingegneria.
Di Alex (del 20/11/2025 @ 12:00:00, in Tecnologia, letto 342 volte)
Ritratto di Charles Darwin e l'albero dell'evoluzione
Charles Darwin (1809-1882) è stato un naturalista e biologo inglese che ha formulato la teoria scientifica dell'evoluzione. La sua opera del 1859, "L'origine delle specie", ha rivoluzionato la biologia, dimostrando che tutte le specie viventi discendono da antenati comuni e si sono evolute nel tempo attraverso un processo che chiamò "selezione naturale". ARTICOLO COMPLETO
Il Viaggio sul Beagle (1831-1836)
La svolta nella vita di Darwin fu il suo viaggio di cinque anni intorno al mondo come naturalista a bordo del brigantino HMS Beagle. Durante il viaggio, raccolse campioni di piante, animali e fossili. L'osservazione chiave avvenne alle **Isole Galapagos**. Darwin notò che su isole diverse vivevano specie diverse di fringuelli e tartarughe; sembravano imparentati, ma ognuno si era adattato perfettamente al cibo (e all'ambiente) della propria isola (es. becchi diversi per semi diversi).
L'Invenzione della "Selezione Naturale"
Tornato in Inghilterra, Darwin cercò per vent'anni una spiegazione. La trovò nel concetto di **Selezione Naturale**:
- Variazione: All'interno di una popolazione, gli individui non sono identici (alcuni sono più veloci, più alti, più mimetici).
- Lotta per la Sopravvivenza: Nascono più individui di quanti possano sopravvivere (per mancanza di cibo, predatori, malattie).
- Sopravvivenza del più Adatto: Gli individui con le variazioni *vantaggiose* per quel determinato ambiente hanno più probabilità di sopravvivere, riprodursi e passare quei tratti ai figli.
L'Impatto Culturale
La teoria di Darwin (sviluppata indipendentemente anche da Alfred Russel Wallace) fu uno shock per la società vittoriana. Sfidava l'idea di una creazione divina e immutabile delle specie e, soprattutto (come spiegato nel suo libro successivo, "L'origine dell'uomo"), implicava che l'essere umano non fosse una creazione speciale, ma discendesse da un antenato comune alle scimmie. È la teoria unificante di tutta la biologia moderna.




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