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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
Di Alex (del 18/11/2025 @ 11:00:00, in Tecnologia, letto 497 volte)
Ritratto di Alexander Graham Bell e il suo primo telefono
Alexander Graham Bell (1847-1922) è universalmente riconosciuto come l'inventore del telefono, il dispositivo che trasformò l'elettricità da un mezzo per inviare "clic" (il telegrafo di Morse) a un mezzo per trasmettere la voce umana. La sua invenzione diede inizio all'era delle telecomunicazioni globali. ARTICOLO COMPLETO
Dalla Sordità al Suono
La passione di Bell per la voce e il suono non era casuale. Sua madre e sua moglie erano sorde, e lui era un logopedista e insegnante per non udenti. La sua ricerca era ossessionata dal "vedere" il suono (creò un "fonautografo"). Mentre lavorava a un "telegrafo multiplo" (per inviare più messaggi sullo stesso filo), ebbe l'intuizione per il telefono.
L'Invenzione del Telefono (1876)
Il principio era "semplice": convertire le onde sonore (la voce) in un segnale elettrico variabile, trasmetterlo via filo, e riconvertire il segnale in onde sonore dall'altra parte. Il 7 marzo 1876, Bell ottenne il brevetto n. 174.465, considerato il brevetto di maggior valore della storia. Pochi giorni dopo, il 10 marzo, avvenne la prima telefonata. Bell, in laboratorio, rovesciò dell'acido e chiamò il suo assistente (in un'altra stanza) tramite il dispositivo, dicendo: "Mr. Watson, come here. I want to see you!" ("Signor Watson, venga qui. Voglio vederla!").
La Battaglia con Meucci
L'invenzione è contesa, in particolare dall'italiano Antonio Meucci, che nel 1871 aveva depositato un "caveat" (un brevetto temporaneo) per un dispositivo simile, il "telettrofono". Meucci, povero, non poté rinnovare il caveat. Bell, con più fiuto per gli affari e risorse, depositò il brevetto definitivo. Sebbene Meucci sia oggi riconosciuto (specialmente in Italia) come il pioniere, fu Bell a perfezionare, brevettare e commercializzare l'invenzione, fondando la Bell Telephone Company (che divenne il colosso AT&T).
Di Alex (del 18/11/2025 @ 12:00:00, in Tecnologia, letto 514 volte)
Ritratto di Antoine Lavoisier e la moglie nel suo laboratorio
Antoine-Laurent de Lavoisier (1743-1794) è stato un nobile e chimico francese che ha trasformato la chimica da un'arte mistica (l'alchimia) a una scienza quantitativa rigorosa. Ha stabilito la legge della conservazione della massa, ha dato un nome all'ossigeno e all'idrogeno e ha creato la nomenclatura chimica che usiamo ancora oggi. ARTICOLO COMPLETO
La Rivoluzione della Combustione
Prima di Lavoisier, la scienza spiegava la combustione (il fuoco) con la "Teoria del Flogisto": si pensava che gli oggetti bruciassero rilasciando una sostanza misteriosa chiamata "flogisto". Lavoisier, ossessionato dalla misurazione precisa (usava bilance costosissime), dimostrò che era vero il contrario.
Bruciando sostanze (come il mercurio) in contenitori sigillati, dimostrò che la combustione non *perdeva* flogisto, ma *acquisiva* qualcosa dall'aria. Scoprì che questo "qualcosa" era un gas, che lui chiamò **Ossigeno**. Capì che la combustione è una combinazione con l'ossigeno. Scoprì anche che l'acqua non era un elemento, ma un composto di ossigeno e un altro gas che chiamò **Idrogeno** ("generatore di acqua").
"Nulla si crea, nulla si distrugge"
Con questi esperimenti quantitativi, Lavoisier formulò la **Legge della Conservazione della Massa**: in una reazione chimica, la massa totale dei reagenti è esattamente uguale alla massa totale dei prodotti. Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma. È il principio fondante della chimica.
Una Fine Tragica
Lavoisier era anche un "appaltatore delle imposte" (un esattore delle tasse) per la monarchia francese. Durante il "Terrore" della Rivoluzione Francese, fu arrestato, processato sommariamente e ghigliottinato nel 1794. Il giudice che lo condannò pronunciò la frase tristemente celebre: "La Repubblica non ha bisogno di scienziati".




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