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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
Di Alex (del 10/11/2025 @ 12:00:00, in Tecnologia, letto 537 volte)
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Per anni, l'audio Bluetooth è stato un compromesso: comodo, ma con una qualità inferiore al cavo e un consumo energetico elevato. Ora, una nuova specifica chiamata "LE Audio" (Low Energy) sta rivoluzionando tutto. Grazie a un nuovo codec (LC3) e a una funzione chiamata "Auracast", il modo in cui ascoltiamo e condividiamo l'audio sta per cambiare radicalmente. ARTICOLO COMPLETO
LE Audio vs Bluetooth Classico (SBC)
Il Bluetooth che abbiamo usato finora (chiamato "Classic Audio") si affida a un codec base obbligatorio chiamato SBC. È un codec "vecchio", che richiede molti dati (alto bitrate) per suonare decentemente e consuma molta batteria.
LE Audio è un nuovo standard che funziona sul Bluetooth Low Energy. Il suo componente chiave è il nuovo codec obbligatorio: **LC3 (Low Complexity Communications Codec)**.
Il miracolo del codec LC3: più qualità, meno dati
Il codec LC3 è il vero motore della rivoluzione.
Auracast: la condivisione dell'audio nel mondo reale
Questa è la funzione più futuristica. Auracast trasforma il tuo smartphone (o una TV) in una "stazione radio" Bluetooth a corto raggio.
Esempi di utilizzo:
Per beneficiare di LE Audio, LC3 e Auracast, sia il dispositivo sorgente (lo smartphone, es. Android 13+ o iPhone recenti) sia il dispositivo di ascolto (i nuovi auricolari TWS) devono supportare il nuovo standard. Questa transizione è già in atto e nel giro di pochi anni diventerà la norma, mandando in pensione il vecchio audio Bluetooth.

Il logo del Bluetooth LE Audio con un auricolare TWS e uno smartphone
Per anni, l'audio Bluetooth è stato un compromesso: comodo, ma con una qualità inferiore al cavo e un consumo energetico elevato. Ora, una nuova specifica chiamata "LE Audio" (Low Energy) sta rivoluzionando tutto. Grazie a un nuovo codec (LC3) e a una funzione chiamata "Auracast", il modo in cui ascoltiamo e condividiamo l'audio sta per cambiare radicalmente. ARTICOLO COMPLETO
LE Audio vs Bluetooth Classico (SBC)
Il Bluetooth che abbiamo usato finora (chiamato "Classic Audio") si affida a un codec base obbligatorio chiamato SBC. È un codec "vecchio", che richiede molti dati (alto bitrate) per suonare decentemente e consuma molta batteria.
LE Audio è un nuovo standard che funziona sul Bluetooth Low Energy. Il suo componente chiave è il nuovo codec obbligatorio: **LC3 (Low Complexity Communications Codec)**.
Il miracolo del codec LC3: più qualità, meno dati
Il codec LC3 è il vero motore della rivoluzione.
- Efficienza Straordinaria: LC3 può fornire una qualità audio percepita *migliore* di SBC, usando *metà* dei dati (bitrate).
- Più Batteria: Usando meno dati, gli auricolari e lo smartphone consumano molta meno energia. Questo porterà ad auricolari TWS ancora più piccoli o con un'autonomia di giorni, non di ore.
- Latenza Migliore: La latenza (il ritardo tra immagine e suono) è significativamente ridotta, migliorando l'esperienza in video e gaming.
Auracast: la condivisione dell'audio nel mondo reale
Questa è la funzione più futuristica. Auracast trasforma il tuo smartphone (o una TV) in una "stazione radio" Bluetooth a corto raggio.
Esempi di utilizzo:
- Audio Pubblico: In aeroporto o in stazione, puoi "sintonizzare" i tuoi auricolari sugli annunci del tuo gate (e solo quelli), o sull'audio della TV nella sala d'attesa (che ora è muta).
- Cinema e Teatri: Le persone con problemi di udito possono ricevere l'audio del film amplificato e pulito direttamente nei loro apparecchi acustici (che supporteranno LE Audio).
- Condivisione Personale: Puoi condividere la musica che stai ascoltando dal tuo smartphone con un numero illimitato di amici nelle vicinanze, ognuno con i propri auricolari.
Per beneficiare di LE Audio, LC3 e Auracast, sia il dispositivo sorgente (lo smartphone, es. Android 13+ o iPhone recenti) sia il dispositivo di ascolto (i nuovi auricolari TWS) devono supportare il nuovo standard. Questa transizione è già in atto e nel giro di pochi anni diventerà la norma, mandando in pensione il vecchio audio Bluetooth.
Di Alex (del 10/11/2025 @ 18:00:00, in Tecnologia, letto 463 volte)
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Dopo il fallimento dei Google Glass quasi un decennio fa, il mercato degli occhiali intelligenti è tornato. Spinti da colossi come Meta (con Ray-Ban), Amazon e nuove startup come Xreal, questi dispositivi non sono più goffi prototipi, ma accessori quasi indistinguibili da occhiali normali. Ma a cosa servono davvero nel 2025 e vale la pena acquistarli? LEGGI TUTTO L'ARTICOLO
Cosa sono (e non sono) gli smart glasses
È fondamentale dividere il mercato in due categorie:
A chi servono davvero?
L'utilità dipende dal tipo:
Limiti attuali e prospettive future
Nonostante i progressi, i limiti rimangono. L'autonomia della batteria è il punto debole principale, raramente superando le 2-4 ore di uso intenso. Per gli occhiali AR, la necessità di un cavo di connessione allo smartphone (per alimentazione e dati) è ancora un impaccio.
Il futuro, tuttavia, è chiaro: dispositivi completamente wireless, con proiezioni olografiche e un'intelligenza artificiale contestuale che fornisce informazioni su ciò che guardiamo.
Nel 2025, gli smart glasses non sono ancora un prodotto per tutti, ma non sono più una trovata da "geek". I modelli di Meta sono accessori di lifestyle efficaci, mentre i modelli AR di Xreal sono strumenti di produttività sorprendentemente validi. La rivoluzione non è ancora completa, ma è decisamente iniziata.

Una persona che indossa un paio di smart glasses high-tech
Dopo il fallimento dei Google Glass quasi un decennio fa, il mercato degli occhiali intelligenti è tornato. Spinti da colossi come Meta (con Ray-Ban), Amazon e nuove startup come Xreal, questi dispositivi non sono più goffi prototipi, ma accessori quasi indistinguibili da occhiali normali. Ma a cosa servono davvero nel 2025 e vale la pena acquistarli? LEGGI TUTTO L'ARTICOLO
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Cosa sono (e non sono) gli smart glasses
È fondamentale dividere il mercato in due categorie:
- Occhiali "Smart" (es. Ray-Ban Meta): Sono principalmente occhiali con fotocamera, microfoni e altoparlanti integrati. Permettono di scattare foto/video in POV, ascoltare musica (con audio open-ear) e interagire con un assistente AI. Non hanno un display visivo.
- Occhiali AR (Realtà Aumentata) (es. Xreal Air): Questi sono la vera evoluzione. Proiettano uno schermo virtuale (spesso 1080p o 4K) davanti ai tuoi occhi. Collegati a uno smartphone o un PC, possono simulare un monitor da 120 pollici, mostrare indicazioni stradali o sovrapporre informazioni al mondo reale.
A chi servono davvero?
L'utilità dipende dal tipo:
- Occhiali "Smart": Sono perfetti per i creator di contenuti, i vlogger o chiunque voglia catturare momenti "a mani libere" senza estrarre lo smartphone. Sono anche ottimi sostituti degli auricolari TWS per chi non sopporta avere le orecchie tappate.
- Occhiali AR: Sono ideali per la produttività in mobilità (lavorare su un grande schermo virtuale in treno o in aereo) e per il gaming, offrendo un'esperienza immersiva collegata a console portatili come Steam Deck o ROG Ally.
Limiti attuali e prospettive future
Nonostante i progressi, i limiti rimangono. L'autonomia della batteria è il punto debole principale, raramente superando le 2-4 ore di uso intenso. Per gli occhiali AR, la necessità di un cavo di connessione allo smartphone (per alimentazione e dati) è ancora un impaccio.
Il futuro, tuttavia, è chiaro: dispositivi completamente wireless, con proiezioni olografiche e un'intelligenza artificiale contestuale che fornisce informazioni su ciò che guardiamo.
Nel 2025, gli smart glasses non sono ancora un prodotto per tutti, ma non sono più una trovata da "geek". I modelli di Meta sono accessori di lifestyle efficaci, mentre i modelli AR di Xreal sono strumenti di produttività sorprendentemente validi. La rivoluzione non è ancora completa, ma è decisamente iniziata.




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