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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
Di Alex (del 19/03/2026 @ 12:00:00, in Storia Impero Romano, letto 333 volte)
L'assassinio di Giulio Cesare alle Idi di marzo del 44 avanti Cristo nel Teatro di Pompeo
Il 15 marzo del 44 avanti Cristo, nel Teatro di Pompeo a Roma, ventitré pugnali posero fine alla vita di Gaio Giulio Cesare. La congiura dei senatori aprì un'era di guerre civili che avrebbe per sempre trasformato la Repubblica romana nel più grande impero del mondo antico. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO
La congiura: i liberatores e i loro moventi
La congiura contro Cesare fu organizzata da un gruppo di senatori romani noti come i liberatores, convinti che il potere sempre più assoluto del dittatore perpetuo minacciasse le istituzioni repubblicane. Tra i principali organizzatori vi erano Gaio Cassio Longino, motore intellettuale della congiura, e Marco Giunio Bruto, il cui coinvolgimento fu cruciale per la legittimità morale del complotto.
I moventi erano misti: accanto a genuine preoccupazioni costituzionali, molti congiurati avevano ragioni personali di risentimento verso Cesare. Nonostante la diversità delle motivazioni, i cospiratori erano uniti dalla certezza che eliminare il dittatore avrebbe restituito alla Repubblica il suo corso naturale e al Senato la sua antica autorità.
L'assassinio al Teatro di Pompeo
Il 15 marzo del 44 avanti Cristo Cesare si recò al Teatro di Pompeo, dove il Senato era convocato in seduta straordinaria. Nonostante i presagi sfavorevoli e i molteplici avvertimenti, tra cui il famoso monito dell'indovino Spurinna, Cesare non aveva preso precauzioni particolari per la propria incolumità.
All'interno dell'edificio i congiurati si avvicinarono al dittatore con la scusa di presentare una petizione. Il primo colpo fu vibrato da Servilio Casca. Cesare tentò di resistere ma, sopraffatto dal numero degli aggressori, cadde ai piedi della statua di Pompeo. Il suo corpo riportò ventitré ferite da taglio.
Le conseguenze: la fine della Repubblica romana
Contrariamente alle aspettative dei congiurati, l'assassinio di Cesare non ristabilì la Repubblica ma aprì una lunga stagione di guerre civili. Marco Antonio sfruttò abilmente il lutto popolare con il famoso discorso funebre per mobilitare la plebe contro i liberatores, costringendoli a fuggire da Roma.
L'ascesa di Ottaviano, nipote e figlio adottivo di Cesare, portò alla formazione del Secondo Triumvirato e poi alla definitiva sconfitta di Bruto e Cassio a Filippi nel 42 avanti Cristo. Nel 27 avanti Cristo Ottaviano assunse il titolo di Augusto, diventando il primo imperatore romano.
Le Idi di marzo del 44 avanti Cristo restano uno dei momenti più drammatici e carichi di conseguenze dell'intera storia occidentale: i congiurati credevano di salvare la Repubblica e invece ne firmarono la sentenza di morte, aprendo la strada all'impero e a una trasformazione del mondo antico i cui effetti si propagano ancora nella civiltà europea contemporanea.
Assassinio di Giulio Cesare!
Di Alex (del 17/03/2026 @ 15:00:00, in Storia Impero Romano, letto 352 volte)
Latrina pubblica romana con sedute in marmo e canali fognari
Nell'antica Roma, i bisogni fisiologici si sbrigavano in compagnia. Le latrinae publicae erano luoghi privi di pareti divisorie, dove cittadini di ogni ceto si sedevano fianco a fianco su lastre di marmo forate. Acqua corrente, fogne efficienti e una spugna condivisa: ecco la pragmatica civiltà romana. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO
Le latrinae publicae: architettura senza divisioni
Nell'Impero Romano, la privacy era un concetto pressoché assente nelle strutture igieniche pubbliche. Le latrinae publicae, dette anche foricae, erano edifici monumentali costruiti nei pressi di terme, teatri, anfiteatri e fori. Lunghe lastre di marmo, appoggiate lungo le pareti, fungevano da sedute comuni: i fori rettangolari erano ravvicinati, senza alcuna separazione tra un posto e l'altro. Nessuna porta, nessuna parete divisoria: solo una lunga fila di posti a uso comune, accessibili a patrizi e plebei.
Il sistema idraulico che non si fermava mai
Sotto le sedute scorreva ininterrottamente un canale alimentato dall'acqua di scolo delle terme vicine o direttamente dagli acquedotti. Questo flusso continuo trasportava i rifiuti verso la rete fognaria urbana, collegata alla celebre Cloaca Maxima, il grande collettore fognario costruito già nel sesto secolo avanti Cristo. Davanti ai piedi degli utenti correva invece un secondo canale più piccolo, con acqua dolce costantemente rinnovata, destinata alla pulizia personale. L'intero sistema funzionava ventiquattro ore su ventiquattro, senza interruzioni.
Lo xylospongium: l'igiene condivisa
Al posto della carta igienica, i Romani ricorrevano allo xylospongium, detto anche tersorium: una spugna marina fissata all'estremità di un bastone di legno. Dopo ogni utilizzo, lo strumento veniva risciacquato nell'acqua del canale frontale, talvolta con l'aggiunta di aceto, e rimesso a disposizione dell'utente successivo. Il filosofo Seneca lo menziona nelle sue Epistulae morales, e un affresco del secondo secolo dopo Cristo ritrovato alle Terme dei Sette Sapienti di Ostia Antica invitava esplicitamente i visitatori al suo uso. Il dibattito tra gli studiosi è ancora aperto su come esattamente venisse impiegato.
Centoquarantaquattro foricae nella città eterna
Le fonti romane attestano l'esistenza di ben 144 latrine pubbliche nella sola Roma del quarto secolo dopo Cristo. A queste si affiancavano le latrinae nei teatri, nelle terme e nei fori di province lontane, dalla Britannia al Nord Africa, testimoniando la capillarità dell'ingegneria sanitaria romana. Le pareti di molte foricae erano ornate di marmi preziosi, affreschi e persino dediche alla dea Fortuna, invocata a protezione dei frequentatori. A differenza di quanto si potrebbe immaginare, i graffiti nelle latrine erano rari: le fonti suggeriscono che si cercasse di sbrigare i propri affari nel minor tempo possibile.
Le latrinae publicae rappresentano uno degli esempi più eloquenti del pragmatismo romano applicato alla vita urbana. Laddove il Medioevo avrebbe dimenticato quasi del tutto queste conquiste igieniche, Roma aveva saputo costruire un sistema fognario collettivo capace di servire una metropoli di oltre un milione di abitanti, lasciando un'eredità di ingegneria civile senza pari nell'antichità.




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