Home Archivio Microsmeta Home Galleria Forum Podcast Contatti
Cerca in Digital Worlds
 


Alex - Webmaster



Martina - Redazione


Vega AI
Vega - AI Host

EDIZIONE DEL 22 04 2026
🎧 Qui trovi
100 DAILY
podcast da
ascoltare!


📊 SYSTEM STATUS
10
● LIVE ACCESS
Commenta su Telegram LASCIA UN
COMMENTO
TELEGRAM

Feed XML RSS 0.91 Microsmeta Podcast
Feed XML RSS 0.91 Feed RSS Commenti
Feed XML RSS 0.91 Feed RSS Articoli
Feed XML Atom 0.3 Feed Atom 0.3

français Visiteurs Français

english English Visitors

eBay - Smartphone e Smartwatch eBay - Informatica eBay - Fotovoltaico eBay - Gaming Temu
Prova Amazon Prime gratis
PROVA GRATIS PER 30 GIORNI

Iscrizione gratuita = Supporti il blog!



« aprile 2026 »
LMMGVSD
  1 2 3 4 5
6 7 8 9 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28 29 30      
             

Titolo
Accessori (14)
Amici animali (17)
Audio e Video (100)
Automotive (4)
Bici Elettriche (4)
Capolavori tecnologici (12)
Cultura Geek (8)
Curiosità (38)
Domotica (14)
Donne scienziate (12)
Droni (9)
E-commerce e Retail (10)
ENGLISH VERSION (1)
Futuro (20)
Gaming (50)
Gatget (85)
Geopolitica e tecnologia (35)
Green Tech (88)
Guide e Tutorial (29)
Hackintosh (2)
Hardware PC (150)
Indossabili (10)
Intelligenza Artificiale (109)
Intelligenza Artificiale e scacchi (5)
Internet e Social (91)
iPad (2)
iPhone (13)
Linux e Open Source (175)
Mac (7)
macOS (7)
Medicina e Tecnologia (11)
Meraviglie Naturali Recondite (21)
Microsoft Windows (87)
Misteri (86)
Mitologia e Cinema (15)
Mondo Android (8)
Mondo Apple (205)
Mondo Google (252)
Monitor (7)
Natura (6)
Networking e Connettività (17)
Neurotecnologie (7)
Notebook (19)
Notizie (12)
Nuove Tecnologie (214)
Nuovi materiali (23)
Parchi tematici e musei sci-tech (32)
Patrimonio mondiale UNESCO (17)
PC Desktop (7)
Podcast e Blog (84)
Psicologia (2)
Robotica (113)
Salute e benessere (26)
Schede Video (2)
Scienza Ambiente (10)
Scienza e Ambiente (1)
Scienza e Spazio (206)
Scienza e Tecnologia (36)
Scienziati dimenticati (10)
Sci-Fi e Rigore Scientifico (36)
Shopping e Offerte (1)
Sicurezza informatica (8)
Sistemi Operativi (8)
Smart Home Amazon Google (3)
Smartphone (55)
Sociologia (2)
Software e AI (1)
Software e Sicurezza (110)
Stampanti e scanner (5)
Storage (13)
Storia Antico Egitto (23)
Storia Aztechi, Maya e Inca (24)
Storia Cina, Hong kong e Taiwan (12)
Storia console videogiochi (13)
Storia Contemporanea (8)
Storia degli smarphone (72)
Storia del Rinascimento (2)
Storia della Russia (1)
Storia delle invenzioni (49)
Storia delle scoperte mediche (15)
Storia Età Moderna (15)
Storia Giappone, Coree e Asia (5)
Storia Grecia Antica (44)
Storia Impero Romano (102)
Storia Medioevo (44)
Storia Mesopotamia (3)
Storia origini civiltà e preistoria (8)
Storia Personal Computer (21)
Storia USA razzista spiega Trump (9)
Sviluppo sostenibile (18)
Tablet (8)
Tecnologia (310)
Tutorial (19)
Version Français (1)

Catalogati per mese:

Gli interventi più cliccati

Ultimi commenti:
Nice blog!
22/03/2026 @ 08:56:22
Di Stupid spammer
Congratulations for this inter...
21/03/2026 @ 06:05:05
Di Danny
I like your posts on history
21/03/2026 @ 05:36:40
Di Jacklyn
How to hear your audio also in...
21/03/2026 @ 04:31:26
Di Cecil
Russian spammers are all IDIOT...
20/03/2026 @ 15:41:20
Di Berry
I still have my Zune HD!
20/03/2026 @ 14:37:40
Di Tyson
Spammers are working for me, c...
20/03/2026 @ 14:03:18
Di Sherlyn
Nice web site!
20/03/2026 @ 11:36:37
Di Mona
Exploiting spammers for my int...
20/03/2026 @ 09:03:34
Di Janell
Ne è passato di tempo da Zune ...
19/03/2026 @ 04:14:04
Di Stacie

Think different!
Molla Apple e spendi 1/3!

No Apple Intelligence fino al 2025
su iPhone 16 Pro Max? Sono 1489
Euro buttati ...Davvero no grazie!

...Passato ad Android :-)







Scacchi, cibo per la mente!

Titolo
Bianco e nero (1)
Colore (12)

Le fotografie più cliccate

Titolo
Quale sistema operativo usi principalmente?

 Windows 11
 Windows 10
 Windows 8
 Windows 7
 macOS Tahoe
 macOS Sequoia
 macOS Sonoma
 Linux
 iOS
 Android

NETMARKETSHARE




Blogarama - Technology Blogs


Titolo
Listening
Musica legale e gratuita: Jamendo.com

Reading
Libri:
Gomorra di Roberto Saviano

Ragionevoli Dubbi di Gianrico Carofiglio
Se li conosci li eviti di Marco Travaglio

Watching
Film:
The Prestige
Lettere da Hiwo Jima
Masseria delle allodole
Le vite degli altri
Mio fratello è figlio unico
Déjà vu - Corsa contro il tempo
Ti amerò sempre
The millionaire | 8 Oscar






22/04/2026 @ 13:16:55
script eseguito in 238 ms


Progetto grafico e web design:
Arch. Andrea Morales
P.IVA 08256631006



\\ Home Page : Storico : Mitologia e Cinema (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
Di Alex (del 13/02/2026 @ 15:00:00, in Mitologia e Cinema, letto 233 volte)
[ 🔍 CLICCA PER INGRANDIRE ]
Harryhausen anima uno scheletro nel suo studio
Harryhausen anima uno scheletro nel suo studio

Mentre l'Italia produceva peplum coi culturisti, il cinema anglosassone sviluppò la poetica della creatura grazie a Ray Harryhausen. Non era un tecnico, era un demiurgo che scolpiva il mito fotogramma per fotogramma usando la stop-motion, creando creature che ancora oggi definiscono il fantasy cinematografico. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

🎧 Ascolta questo articolo

L'apprendistato con Willis O'Brien
Ray Harryhausen vide King Kong nel 1933 quando aveva tredici anni. Il film cambiò la sua vita. Decise immediatamente che avrebbe dedicato la sua esistenza a creare creature impossibili che vivessero sullo schermo. Studiò anatomia, scultura, fotografia e progettazione meccanica. Costruì modelli nella cantina dei genitori, sperimentando con scheletri di gomma e armature metalliche articolate.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, Harryhausen produsse film di addestramento per l'esercito, affinando le sue tecniche. Nel 1946 incontrò Willis O'Brien, l'animatore di King Kong, che divenne suo mentore. O'Brien lo assunse come assistente per Mighty Joe Young, film del 1949 dove Harryhausen animò la maggior parte delle sequenze con il gorilla gigante. Il film vinse l'Oscar per gli effetti speciali, lanciando la carriera di Harryhausen.

Il processo Dynamation
Harryhausen perfezionò un sistema che chiamò Dynamation, evoluzione della tecnica di compositing di O'Brien. Il processo prevedeva fasi complesse. Prima si filmavano gli attori reali in location o su set, spesso con riferimenti per l'interazione con creature inesistenti. Poi, in studio, Harryhausen proiettava la pellicola fotogramma per fotogramma su uno schermo translucido dietro al modellino.

La chiave era il mascherino: elementi di primo piano come rocce, alberi o edifici venivano ripresi separatamente e usati per creare maschere ottiche che permettevano alla creatura di muoversi "dentro" la scena invece che davanti ad essa. Harryhausen posizionava il modellino su un set in miniatura coordinato con la retroproiezione, regolava luci e ombre per corrispondere all'illuminazione della scena reale, e animava la creatura muovendola di frazioni di millimetro tra un fotogramma e l'altro.

L'illuminazione come ancoraggio alla realtà
La sfida più grande era rendere credibile l'integrazione tra live-action e animazione. Harryhausen era maestro nell'illuminazione: studiava la direzione della luce solare nelle riprese esterne e riproduceva esattamente la stessa angolazione nello studio con potenti lampade ad arco. Le ombre della creatura dovevano cadere nella stessa direzione e con la stessa intensità di quelle degli attori.

Creava riflessi e luci riempitive che simulavano il rimbalzo della luce su terreni sabbiosi o rocciosi. Aggiungeva controluce per separare il modellino dallo sfondo. Ogni dettaglio doveva convincere l'occhio che la creatura esisteva nello stesso spazio fisico degli attori. Quando funzionava, l'effetto era magico: il cervello dello spettatore accettava l'impossibile come reale.

Le creature iconiche
La filmografia di Harryhausen è un catalogo di mostri leggendari. Il Rhedosaurus di The Beast from 20,000 Fathoms è il prototipo del kaiju moderno, che ispirò direttamente Godzilla. Gli scheletri combattenti di Jason and the Argonauts, animati simultaneamente in una coreografia di spade impossibile, rimangono una delle sequenze più tecnicamente impressionanti mai realizzate: ogni secondo di azione richiedeva ore di lavoro minuzioso.

La Medusa di Clash of the Titans, con la sua coda serpentina che striscia e l'arco che tende, dimostra l'attenzione anatomica di Harryhausen. Il Ciclope di The 7th Voyage of Sinbad ha espressioni facciali sorprendentemente emotive per un mostro. Il Kraken di Clash of the Titans è il culmine della sua carriera: una creatura colossale con tentacoli multipli animati indipendentemente, ognuno con personalità e movimento propri.

Un lavoro di pazienza monastica
Harryhausen lavorava da solo. Rifiutava assistenti perché voleva controllo totale su ogni aspetto dell'animazione. Una sequenza di due minuti poteva richiedere due mesi di lavoro continuo, otto ore al giorno, sei giorni alla settimana. Muoveva il modellino, scattava un fotogramma, lo muoveva di nuovo, scattava, in un processo meditativo e sfibrante.

Gli errori erano irreversibili. Se dopo 200 fotogrammi (8 secondi di film) notava un'imperfezione, doveva ricominciare da capo. La concentrazione richiesta era estrema: un movimento brusco, una vibrazione, un cambiamento della luce poteva rovinare ore di lavoro. Harryhausen descriveva il processo come "danza lenta con un partner invisibile", dove ogni fotogramma doveva fluire impercettibilmente nel successivo per creare l'illusione del movimento.

L'eredità dopo la CGI
L'arrivo della computer grafica negli anni novanta rese obsoleta la stop-motion per gli effetti speciali mainstream. Jurassic Park nel 1993 dimostrò che i dinosauri digitali potevano muoversi con fluidità impossibile per i modellini. Ma la morte della stop-motion commerciale coincise con la sua rinascita artistica. Registi come Henry Selick, Tim Burton e Wes Anderson adottarono la tecnica per l'animazione autoriale, celebrandone proprio le caratteristiche che la CGI elimina: la materialità, la tattilità, le imperfezioni che tradiscono la mano umana.

Harryhausen morì nel 2013, venerato da generazioni di cineasti. Spielberg, Lucas, Jackson, del Toro citano tutti Harryhausen come ispirazione fondamentale. Le sue creature sopravvivono non nonostante le limitazioni tecniche, ma grazie ad esse: l'imperfezione del movimento, la grana della pellicola, le ombre leggermente sbagliate conferiscono un'aura onirica che nessun rendering digitale perfetto può replicare.

Harryhausen non creava mostri, evocava archetipi. Ogni scheletro che combatte, ogni drago che vola, ogni divinità che si anima è un frammento di mitologia materializzata attraverso pazienza infinita. Nel mondo dell'immediatezza digitale, il suo lavoro ci ricorda che la magia richiede tempo, che il miracolo è fatto di fotogrammi, uno alla volta.

 
 
Di Alex (del 10/02/2026 @ 12:00:00, in Mitologia e Cinema, letto 251 volte)
[ 🔍 CLICCA PER INGRANDIRE ]
Scena epica del cinema peplum italiano degli anni '50 con eroe muscoloso
Scena epica del cinema peplum italiano degli anni '50 con eroe muscoloso

Il secondo dopoguerra italiano vide l'esplosione del Peplum, un fenomeno industriale che rileggeva il kolossal americano in chiave artigianale e popolare. In assenza di effetti speciali computerizzati, i muscoli degli attori divennero l'elemento spettacolare principale, trasformando il corpo umano in strumento narrativo di potenza divina. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

🎧 Ascolta questo articolo

I codici visivi del genere
Il Peplum operava una semplificazione brutale ma efficace del mito. La complessità psicologica veniva sostituita dalla prestanza fisica, creando un linguaggio cinematografico immediato e universale.

Il corpo dell'eroe come manifesto visivo
Steve Reeves con Le fatiche di Ercole del 1958 e i suoi successori Gordon Scott e Mark Forest portarono sullo schermo corpi da bodybuilding che divennero l'effetto speciale principale. In assenza di computer grafica, i muscoli dell'attore erano la prova visiva della divinità. La capacità di spezzare catene, sollevare colonne di cartapesta o lanciare massi diventava dimostrazione concreta di forza sovrumana.

Sincretismo narrativo e multiverso ante litteram
Gli sceneggiatori del Peplum non temevano l'anacronismo. Maciste poteva scendere all'Inferno, Ercole combattere contro i Figli del Sole incaici o contro i tiranni di Babilonia. Questo multiverso mitologico ante litteram rispondeva a un'esigenza di puro spettacolo, dove il mito diventava un contenitore flessibile per l'avventura.

L'eredità culturale del fenomeno
Il Peplum italiano rappresentò un modello produttivo alternativo al cinema hollywoodiano, dimostrando come si potesse creare spettacolo epico con risorse limitate ma grande inventiva. L'industria cinematografica italiana riuscì a esportare in tutto il mondo un immaginario mitologico che mescolava cultura classica e fantasia popolare, creando un genere riconoscibile e duraturo.

Il fenomeno Peplum rimane una testimonianza unica di come il cinema italiano del dopoguerra seppe trasformare limiti produttivi in opportunità creative, affidando al corpo dell'attore il compito di generare meraviglia dove la tecnologia non poteva ancora arrivare.

 
 
Pagine: 1 2 3 4 5 6 7 8